Approfondimenti

Vertigini

Approfondisci le vertigini e i disturbi associati

Vertigini e capogiri

La vertigine è una sensazione di movimento o rotazione; altri capogiri possono assomigliare a instabilità o mancamento. Le cause sono diverse e non si possono distinguere con una percentuale generale.

Chiama il 112 o il 118 se le vertigini compaiono improvvisamente con difficoltà a parlare, debolezza di un lato, visione doppia, forte cefalea nuova o incapacità di stare in piedi o camminare. Anche una nuova vertigine intensa e continua richiede valutazione urgente. Un calo improvviso dell’udito deve essere valutato rapidamente.

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    Vertigini e orecchio interno

    L’ottavo nervo cranico, o vestibolococleare, comprende una componente vestibolare per equilibrio e movimento e una componente cocleare per l’udito. Una disfunzione vestibolare può quindi provocare vertigine e instabilità, ma la presenza di sintomi uditivi aiuta a distinguere alcune condizioni.

    Neurite vestibolare e labirintite

    La neurite vestibolare causa in genere una vertigine acuta e continua dovuta a disfunzione del nervo vestibolare. Un processo virale o infiammatorio è spesso sospettato, ma la causa non viene sempre confermata. Nella neurite vestibolare isolata non sono tipici perdita dell’udito o acufeni; quando sono presenti con un quadro acuto dell’orecchio interno si considera, tra le possibilità, la labirintite.

    Malattia di Ménière e altre cause

    La malattia di Ménière provoca episodi di vertigine associati a perdita uditiva fluttuante, acufene o sensazione di pienezza nell’orecchio. La causa esatta non è nota e non va descritta come un semplice problema dimostrato di regolazione della pressione. Condizioni meno comuni, come schwannoma vestibolare o fistola perilinfatica, richiedono un inquadramento specialistico e non si diagnosticano dalla sola vertigine.

    Vertigini e sistema nervoso

    Cervello, tronco encefalico e cervelletto elaborano i segnali dell’equilibrio. Anche alcune malattie neurologiche possono causare vertigini; la sensazione di rotazione non esclude un’origine centrale.

    Una vertigine improvvisa e continua con grave instabilità, difficoltà a parlare, visione doppia, debolezza, perdita di sensibilità o un forte nuovo mal di testa richiede assistenza urgente: chiama il 112/118.

    Dopo un trauma cranico

    La commozione cerebrale può provocare vertigine, cefalea e sensibilità a luce o suoni. Non equivale a un ematoma intracranico: un’emorragia è una lesione distinta che deve essere esclusa quando il quadro lo richiede. Sonnolenza crescente, vomito ripetuto, convulsioni o deficit neurologici dopo trauma richiedono una valutazione urgente.

    Acufeni e vertigini

    Gli acufeni sono suoni percepiti senza una sorgente esterna e hanno cause diverse; non dipendono sempre dal nervo cocleare. Possono coesistere con vertigine in alcune condizioni dell’orecchio, ma l’uno non dimostra la causa dell’altra. Una perdita improvvisa dell’udito richiede una valutazione medica urgente.

    Vertigini dopo un colpo di frusta o un trauma

    Capogiri dopo un trauma del collo possono avere più spiegazioni, tra cui commozione cerebrale, VPPB successiva al trauma, emicrania vestibolare, effetti dei farmaci o altre condizioni vestibolari e neurologiche. Non si può attribuire automaticamente il sintomo a propriocettori cervicali alterati o a una riduzione della circolazione.

    La VPPB tende a provocare episodi brevi legati a cambiamenti della posizione della testa; una vertigine continua, sintomi neurologici o segnali di allarme dopo trauma richiedono una valutazione medica. Il rapporto tra patologia del collo e vertigine resta controverso e altre cause vanno escluse.

    Neurite vestibolare e otoconi

    Il nervo vestibolococleare trasmette segnali dall’orecchio interno al cervello: non innerva i liquidi dell’orecchio. La neurite vestibolare è una disfunzione infiammatoria del ramo vestibolare; la causa è spesso incerta. La VPPB è invece dovuta a otoconi spostati in un canale e può comparire anche dopo un trauma cranico. Le due condizioni richiedono test e trattamenti differenti.

    Vertigini e nausea

    Nausea e vomito sono comuni nelle vertigini acute perché i segnali vestibolari interagiscono con i circuiti che regolano equilibrio e risposte vegetative. Non dipendono semplicemente dalla vicinanza anatomica tra nervo vestibolococleare e nervo vago. Un aumento della pressione intracranica è una condizione distinta e non va presunto dalla sola nausea.

    Vertigini e stanchezza

    La stanchezza può essere legata alla persistenza dei sintomi, al sonno disturbato, alla nausea, alla minore attività e allo sforzo necessario per mantenere l’equilibrio. Non occorre spiegare questo sintomo con un afflusso eccezionale di sangue al cervello o con energia sottratta al resto dell’organismo.

    Mal di testa e vertigini

    Quando episodi ricorrenti durano da minuti a ore e si associano a una storia di emicrania, cefalea, sensibilità a luce o suoni o aura visiva, va considerata l’emicrania vestibolare. Non è corretto attribuire genericamente vertigine e cefalea a una pressione locale elevata nella testa o a tensioni cervicali.

    Una nuova cefalea intensa con vertigine improvvisa, grave instabilità, visione doppia, debolezza o difficoltà a parlare richiede assistenza urgente. Dopo un trauma, cefalea in peggioramento, vomito ripetuto, confusione, convulsioni o sonnolenza crescente sono segnali di allarme.

    Cause generali e controlli mirati

    Capogiri e sensazione di mancamento possono essere associati, tra le altre cause, a disidratazione, effetti dei farmaci, anemia, disturbi cardiaci, ipoglicemia in particolari contesti o problemi tiroidei. Il termine metabolismo è troppo generico per spiegare il sintomo: anamnesi, esame e accertamenti scelti in base al quadro servono a orientare la causa.

    Pressione arteriosa e vertigini

    I principali barocettori arteriosi si trovano nel seno carotideo e nell’arco aortico, non nelle vene dietro l’occhio. Aiutano a regolare rapidamente pressione, frequenza cardiaca e tono dei vasi. Un calo pressorio quando ci si alza può provocare testa leggera, annebbiamento visivo o svenimento ed è diverso dalla breve vertigine rotatoria provocata dal girarsi nel letto.

    Vertigini al mattino

    Al mattino il momento scatenante aiuta a distinguere le possibilità: girarsi o sollevare la testa nel letto può suggerire VPPB, mentre il passaggio in piedi può suggerire ipotensione ortostatica. Disidratazione e farmaci possono contribuire. Digestione, posizione a pancia in giù o presunti blocchi cervicali non sono spiegazioni da assumere senza valutazione.

    Stress e vertigini

    Stress e ansia possono provocare o amplificare capogiri, instabilità e ipervigilanza verso il movimento. Non aumentano di regola la pressione intracranica e non dimostrano una ridistribuzione pericolosa del sangue verso il cervello. Anche quando lo stress contribuisce, sintomi nuovi o atipici richiedono un inquadramento appropriato.

    Collo e vertigini

    Il legame diretto tra patologia cervicale e vertigine è controverso e non esistono criteri clinici consolidati per una diagnosi di vertigine cervicale. Prima di attribuire il sintomo al collo occorre considerare VPPB, emicrania vestibolare, disturbi dell’orecchio interno, farmaci, cause neurologiche e cardiovascolari. La sola rigidità muscolare non dimostra una compressione dei vasi diretti al cervello.

    Capogiri quando ci si alza

    L’ipotensione ortostatica è un calo della pressione associato al passaggio in piedi. Può essere favorita da disidratazione, alcuni farmaci o altre condizioni e si valuta anche misurando pressione e frequenza cardiaca da sdraiati e in piedi. Episodi persistenti, svenimento, dolore toracico o palpitazioni richiedono una valutazione medica.

    Il trattamento dipende dalla causa

    Le vertigini descrivono sintomi diversi e non hanno un unico trattamento. Una VPPB confermata viene trattata con una manovra di riposizionamento specifica; una neurite o labirintite richiede inquadramento medico; perdita improvvisa dell’udito, segni neurologici o vertigine acuta continua possono richiedere assistenza urgente.

    La riabilitazione vestibolare, prescritta e adattata da un professionista qualificato, ha un ruolo quando è presente un deficit vestibolare periferico o un problema di equilibrio appropriato. Emicrania vestibolare, malattia di Ménière, ipotensione ortostatica ed effetti dei farmaci seguono percorsi differenti.

    Non ci sono prove che un trattamento osteopatico generale corregga le vertigini migliorando il flusso sanguigno, l’innervazione cranica o presunti meccanismi di autoguarigione. Un eventuale trattamento manuale di un dolore muscoloscheletrico concomitante deve avere obiettivi separati e non sostituire diagnosi e cura della causa vestibolare, neurologica o cardiovascolare.