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Stress e conseguenze

Che cos’è lo stress? Che cosa puoi fare?

Che cos’è lo stress?

Lo stress è una reazione, non una malattia. Viene definito come «la condizione che si verifica quando le richieste esterne dell’ambiente o quelle interne della persona superano le sue risorse». Può essere considerato il risultato di tre elementi, che si combinano in tanti modi diversi quante sono le persone.

  1. I fattori ambientali che influenzano l’individuo: gli «agenti stressanti» possono essere il lavoro, la famiglia, le bollette e altro.
  2. L’interazione tra ambiente e individuo: lo «stress percepito» riguarda le relazioni con gli altri e la sensazione di controllo sulla propria situazione di vita.
  3. Le reazioni fisiologiche, comportamentali e psicologiche dell’individuo, cioè la «risposta allo stress».

La reazione allo stress dipende quindi dalla persona, dalla situazione lavorativa e familiare, dallo stile di vita e da molti altri fattori. Per questo è importante evitare una soluzione uguale per tutti.

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    Stress di breve e lunga durata

    Una risposta di allerta può aiutare ad affrontare una richiesta immediata. L’effetto dipende però da intensità, contesto e persona: lo stress non migliora sempre memoria o prestazione e può anche rendere difficile concentrarsi.

    Quando le richieste continuano e il recupero o il sostegno sono insufficienti, possono comparire disturbi del sonno, irritabilità, tensione e difficoltà nelle attività quotidiane. La durata è un elemento, ma anche un evento breve può essere molto impegnativo.

    Lo stress persistente può associarsi a problemi di salute e influenzare comportamenti come sonno, alimentazione o consumo di alcol. Non significa che provochi inevitabilmente diabete, ipertensione o un’insufficienza del sistema immunitario. Sintomi nuovi o persistenti meritano una valutazione propria.

    Sistema nervoso e risposta ormonale

    La risposta allo stress coinvolge circuiti nervosi e ormonali. L’attivazione del sistema simpatico e della midollare surrenalica contribuisce alla risposta rapida, con catecolamine come adrenalina e noradrenalina.

    Nell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, l’ipotalamo rilascia CRH, l’ipofisi produce ACTH e la corteccia surrenalica produce cortisolo. ACTH e cortisolo sono ormoni diversi; l’ipofisi non è la ghiandola che rilascia adrenalina nel sangue.

    Il cortisolo ha funzioni normali e varia durante la giornata. Sentirsi stressati non dimostra un livello costantemente elevato né consente di diagnosticare una malattia endocrina. La sindrome di Cushing è una condizione specifica, distinta dallo stress quotidiano, che richiede accertamenti appropriati.

    Non è possibile dedurre infertilità, osteoporosi o una malattia tiroidea da un generico «squilibrio da stress». Gli esami ormonali si scelgono in base a un sospetto clinico, senza pannelli indiscriminati.

    Possibili segnali di stress

    Le manifestazioni possono essere fisiche, emotive o comportamentali. Tra quelle possibili ci sono tensione muscolare, mal di testa, disturbi digestivi, palpitazioni, irritabilità, preoccupazioni, difficoltà di concentrazione e cambiamenti del sonno o dell’appetito.

    Questi sintomi non sono specifici: non bisogna attribuirli automaticamente allo stress. Un’infezione ricorrente, una diarrea persistente o un tremore nuovo possono richiedere accertamenti indipendenti.

    Dolore toracico importante, grave difficoltà respiratoria, svenimento o nuovi sintomi neurologici richiedono assistenza urgente. Se c’è pericolo immediato di farsi del male, un gesto autolesivo o un’intossicazione, chiama il 112 o il 118. Un’emergenza psicologica merita la stessa attenzione di una fisica.

    Quando il carico diventa difficile da gestire

    Essere impegnati non equivale sempre a stare male. Conta il rapporto fra richieste, possibilità di controllo, risorse, recupero e sostegno. Anche attività desiderate possono diventare eccessive; persone diverse possono reagire in modo diverso a circostanze simili.

    Un questionario può aiutare a descrivere il disagio o seguirne l’andamento, ma non formula da solo una diagnosi e non sostituisce una valutazione sanitaria. Un numero fisso di risposte «rosse» non stabilisce per tutti quando sia necessario chiedere aiuto.

    Contatta il medico o un professionista della salute mentale se il disagio compromette sonno, lavoro, relazioni o cura di sé, oppure se le strategie abituali non aiutano. Non serve aspettare di raggiungere un punteggio o una durata prestabiliti.

    Cause dello stress

    Lo stress prolungato si sviluppa tipicamente dopo eventi importanti e difficili, talvolta accompagnati da una quotidianità molto impegnativa, carichi di lavoro elevati, poco tempo libero o riposo e conflitti personali. Spesso diversi elementi si intrecciano. Le cause dello stress lavorativo sono state studiate abbastanza approfonditamente e alcuni fattori valgono anche per quello che nasce soprattutto nella vita privata. In generale, contribuiscono:

    • Scarso controllo sulla propria situazione
    • Sensazione di mancanza di significato
    • Imprevedibilità
    • Scarso sostegno sociale
    • Mancanza di riconoscimento
    • Richieste troppo alte o troppo basse

    Anche le condizioni fisiche del lavoro, il lavoro a cottimo e i turni possono favorire lo sviluppo di stress prolungato.

    Fonti: altompsykologi.dk, sst.dk e sundhed.dk

    Strategie pratiche e sostegno

    Può essere utile identificare le richieste modificabili e scegliere pochi obiettivi realistici. Pause, confini negli orari, aiuto nelle responsabilità e confronto con persone fidate possono ridurre il carico. Nei problemi legati al lavoro possono essere necessari anche cambiamenti organizzativi.

    • Cerca una routine di sonno regolare e tempo di recupero; restare a letto il più possibile non è una regola terapeutica.
    • Scegli attività piacevoli e movimento compatibile con salute e capacità, senza trasformarli in un’altra prestazione obbligatoria.
    • Mantieni pasti regolari e valuta se la caffeina peggiora sonno o palpitazioni.
    • Evita di usare alcol o altre sostanze per affrontare il disagio.
    • Prova tecniche di rilassamento o respirazione tranquilla se le trovi utili; interrompi se provocano malessere.

    Quando necessario, un percorso psicologico può aiutare ad affrontare ansia, depressione o difficoltà persistenti. La scelta dipende dai bisogni e dalle preferenze personali.

    Osteopatia e stress

    Una seduta manuale può essere percepita come rilassante da alcune persone. Questo non dimostra che normalizzi cortisolo, sistema nervoso autonomo o funzione degli organi, né che tratti un disturbo d’ansia o depressivo.

    Non ci sono prove cliniche affidabili che manipolare cranio o membrane intracraniche corregga la risposta ormonale allo stress. Un eventuale trattamento di disturbi muscoloscheletrici deve avere obiettivi realistici e rispettare le competenze professionali.

    Il sostegno psicologico, la valutazione medica e gli interventi sulle cause di sovraccarico restano percorsi distinti. Le cure manuali non devono ritardarli quando indicati.

    Approfondimento in inglese: NHS: riconoscere e affrontare lo stress.