Che cos’è l’ictus?
L’ictus è un danno cerebrale dovuto a un’interruzione dell’afflusso di sangue oppure a un’emorragia. I sintomi neurologici compaiono spesso improvvisamente. Un attacco ischemico transitorio, o TIA, provoca sintomi simili che si risolvono, ma è comunque un’emergenza: la scomparsa dei sintomi non esclude il rischio di un ictus successivo.
Se compaiono improvvisamente bocca storta, debolezza di un braccio o di un lato del corpo, difficoltà a parlare o vedere, perdita dell’equilibrio o un mal di testa molto forte e insolito, chiama subito il 112/118, anche se il disturbo passa. Non aspettare e non guidare fino all’ospedale.
Quali sono i sintomi dell’ictus?
I sintomi dipendono dalla parte della circolazione cerebrale e quindi dall’area del cervello interessata e dalle funzioni coinvolte. In linea di principio possono essere colpite tutte le funzioni cerebrali, ma alcune lo sono più spesso di altre, senza una spiegazione del motivo. Nell’ictus i sintomi si sviluppano nell’arco di pochi secondi o eventualmente di pochi minuti.
I sintomi tipici sono:
- Paralisi di un lato del viso, del braccio, della mano, della gamba o del corpo.
- Incontinenza urinaria.
- Alterazioni del linguaggio e/o della vista.
- Alterazione dello stato di coscienza e dell’orientamento.
- Vertigini.
- Perdita di controllo del corpo.
Che cosa causa l’ictus?
La malattia è causata da una riduzione o interruzione dell’apporto sanguigno a un’area del cervello e interessa i vasi che portano sangue al cervello.
Nel 10-15% dei casi è provocata da un’emorragia cerebrale e nell’80-85% da un coagulo nel cervello.
Un ictus ischemico può derivare dall’ostruzione di una grande arteria, da una malattia dei piccoli vasi o da un embolo proveniente, per esempio, dal cuore. Gli accertamenti cercano di identificarne la causa per scegliere la prevenzione più adatta.
I fattori di rischio più frequenti sono:
- Età
- Pressione arteriosa elevata
- Diabete
- Fibrillazione atriale
- Cardiopatia ischemica
- Stenosi carotidea
- Precedente TIA o ictus
- Fumo
- Consumo elevato di alcol
- Inattività fisica
- Sovrappeso
- Colesterolo elevato
Come si tratta l’ictus?
L’ictus richiede assistenza ospedaliera immediata. I medici distinguono ischemia ed emorragia con una valutazione urgente e diagnostica per immagini e scelgono il trattamento in base alla causa e al tempo trascorso. La riabilitazione viene organizzata precocemente, quando le condizioni cliniche lo consentono; l’intensità della mobilizzazione iniziale viene adattata alla persona.
Il recupero varia molto con sede ed estensione del danno, condizioni precedenti, complicanze e cure ricevute. Spesso è più rapido nei primi mesi, ma i miglioramenti possono continuare anche successivamente: sei mesi non sono una scadenza oltre la quale la riabilitazione diventa inutile.
Esistono buone prove dell’efficacia di diversi interventi terapeutici specifici, come allenamento della forza, della resistenza e dell’equilibrio, oltre agli esercizi per la memoria e le attività quotidiane.
Come si tratta l’ictus?
La prognosi dipende da molti fattori, fra cui tipo, sede e gravità dell’ictus, età, complicanze e accesso alle cure. Non è possibile prevedere il recupero individuale usando una percentuale generale.
Dopo un ictus, molte persone affrontano due difficoltà principali.
- La capacità di accettare pienamente e gestire la nuova situazione di vita. Tempi e necessità di adattamento sono individuali; possono essere utili sostegno psicologico e sociale e interventi per l’autonomia.
- Inoltre, alcune persone manifestano stanchezza persistente, spesso cronica, che influisce sensibilmente sulle capacità funzionali e sulla qualità della vita.
Come prevenire l’ictus?
La cosa migliore per prevenire un ictus è modificare lo stile di vita e rivolgersi al medico per un’eventuale terapia preventiva se sono presenti molti dei fattori di rischio elencati.
Uno stile di vita sano comprende attività fisica regolare, con allenamento cardiovascolare, di forza e dell’equilibrio, riduzione dell’alcol, cessazione del fumo e un’alimentazione sana e varia.
Cambiare tutto insieme può essere impegnativo: inizia gradualmente, con una cosa alla volta. L’importante è cominciare e mantenere i cambiamenti positivi.
Osteopatia e ictus
La riabilitazione dopo un ictus deve seguire un programma sanitario coordinato. Non è dimostrato che l’osteopatia ripari il danno cerebrale o migliori gli esiti neurologici. Eventuali problemi muscoloscheletrici associati vanno valutati con l’équipe riabilitativa, tenendo conto di sensibilità, fragilità, spasticità e terapia farmacologica.