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Mal di schiena

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Mal di schiena

Il mal di schiena, soprattutto nella zona lombare, è molto comune. Spesso migliora nell’arco di alcune settimane, ma può durare più a lungo o ripresentarsi e influire su attività quotidiane, sonno e lavoro. Nella maggior parte dei casi non è possibile attribuirlo a una singola struttura danneggiata.

A livello mondiale la lombalgia è la principale causa di disabilità. Le conseguenze sul lavoro variano però con la durata e la gravità dei sintomi, le mansioni e il contesto; non esiste una classifica universale valida per ogni Paese e fascia d’età.

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    Dolore lombare

    La lombalgia indica dolore nella parte bassa della schiena. È spesso «non specifica», cioè non riconducibile con certezza a una singola lesione. Attività, sonno, stress, condizioni di salute e richieste fisiche possono influenzarla. Una rigidità di anca o bacino può modificare il modo di muoversi, ma non comporta automaticamente un sovraccarico dannoso della zona lombare.

    Lombalgia, sciatica ed ernia del disco non sono diagnosi equivalenti. La sciatica descrive sintomi lungo la gamba dovuti all’irritazione di una radice nervosa; un’ernia è un reperto o una condizione discale che può essere sintomatica oppure no.

    Dolore tra le scapole

    Il dolore dorsale può essere legato a muscoli, articolazioni, posture mantenute o attività, ma la sede da sola non identifica la causa. Non va attribuito automaticamente a stomaco, fegato, intestino o faccette articolari.

    Un dolore nuovo o persistente tra le scapole merita una valutazione medica. Se si associa a dolore toracico, difficoltà respiratoria, svenimento o sintomi neurologici improvvisi, cerca assistenza urgente. Anche un dolore che peggiora rapidamente, compare con febbre o malessere oppure inizia dopo un trauma importante richiede una valutazione tempestiva.

    Dolore nella parte centrale della schiena

    Il dolore dorsale può comparire dopo uno sforzo, un trauma, attività ripetute o molto tempo nella stessa posizione; spesso non si individua una causa unica. Diaframma e ileopsoas partecipano a respirazione e movimento, ma non è dimostrato che si tendano per «raddrizzare» una postura inclinata e provochino così il dolore dorsale.

    Cicatrici o sintomi addominali possono coesistere con il dolore alla schiena, ma non ne dimostrano una causa meccanica. Dolore toracico associato a difficoltà respiratoria o svenimento richiede assistenza urgente. Febbre, perdita di peso inspiegata o dolore iniziato dopo un trauma richiedono una valutazione medica tempestiva; dopo un trauma importante, l’assistenza deve essere urgente.

    Come può presentarsi il mal di schiena

    • dolore, indolenzimento o rigidità locale;
    • sensazione di stanchezza o difficoltà in alcuni movimenti;
    • dolore riferito ai glutei o alle gambe;
    • formicolio, intorpidimento o debolezza quando è coinvolta una radice nervosa.

    Questi sintomi non identificano da soli una struttura o una causa precisa.

    Diversi tipi di dolore alla schiena e alla gamba

    Dolore nella regione sacroiliaca

    Le articolazioni sacroiliache collegano sacro e bacino e trasferiscono carichi tra tronco e arti inferiori. Il dolore che sembra provenire da questa regione è spesso localizzato vicino alle fossette posteriori e può estendersi al gluteo o all’inguine, ma si sovrappone ad altre cause di dolore lombare e dell’anca. La diagnosi richiede anamnesi ed esame; un singolo sintomo o test non basta.

    Un dolore sacroiliaco non dimostra che ginocchia, schiena e collo siano sovraccaricati, né che un organo pelvico abbia causato una «disfunzione» articolare. Traumi, gravidanza, spondiloartrite e precedenti interventi alla colonna possono invece essere pertinenti in alcune persone.

    Sciatica e altro dolore riferito alla gamba

    La sciatica indica dolore e talvolta formicolio, intorpidimento o debolezza lungo la gamba per irritazione o compressione di una radice nervosa lombosacrale. Un dolore che arriva soltanto al gluteo o alla coscia può anche essere riferito da muscoli o articolazioni senza coinvolgimento nervoso. La distribuzione, l’esame della forza e della sensibilità e l’andamento aiutano a distinguerli.

    La persona nel suo insieme

    Considerare la persona nel suo insieme significa valutare sintomi, funzione, salute generale, attività, sonno, lavoro, stress, umore e contesto sociale. Questi fattori possono influenzare il dolore e il recupero senza implicare che la schiena sia fragile o strutturalmente fuori posto.

    La maggior parte del mal di schiena è non specifica e migliora con informazione, attività adattata e, quando utile, esercizio o un percorso combinato fisico e psicologico. Una nuova presentazione o un cambiamento dei sintomi richiede anche di escludere cause specifiche come trauma, infezione, tumore o malattia infiammatoria.

    Non esiste un modello clinico valido in cui il «sistema craniale» regoli organi, ormoni, linfa e circolazione della zona dolorosa e debba essere riequilibrato per consentire il recupero.

    Ernia e protrusione discale

    Protrusione ed estrusione descrivono la forma del materiale discale agli esami. Possono essere asintomatiche; quando un’alterazione lombare irrita una radice nervosa può comparire sciatica con dolore, formicolio, intorpidimento o debolezza lungo una gamba. Nella maggior parte delle ernie lombari sono coinvolte radici della cauda equina, non il midollo spinale.

    Attività e posizioni possono modificare i sintomi, ma il dolore non misura direttamente la compressione del disco. Imaging, sintomi ed esame neurologico devono essere interpretati insieme.

    Dolore delle faccette articolari

    Le faccette possono contribuire a un dolore locale o riferito, ma rigidità, fitte o una sensazione di «blocco» non permettono di identificarle con certezza come causa. La valutazione clinica considera anche altre possibili fonti; nei percorsi invasivi selezionati può essere necessario un blocco diagnostico.

    Lavoro sedentario e stress possono influenzare sintomi e capacità di affrontarli, ma non provano una lesione delle faccette. Una presunta disfunzione di organi o di altre parti del corpo non è una causa riconosciuta di dolore faccettale.

    Lombalgia

    Lombalgia significa dolore nella parte bassa della schiena e non indica una singola malattia. Può presentarsi con dolore, rigidità o difficoltà in alcune attività; la sede, il momento della giornata e la sensazione di pesantezza non identificano da soli la struttura responsabile.

    Dolori di anca, ginocchio o piede possono coesistere e modificare temporaneamente movimento e attività. Non è però dimostrato che una ridotta mobilità in un’altra parte del corpo o una «disfunzione» degli organi pelvici rappresentino cause comuni della lombalgia. Sintomi pelvici o urinari richiedono una valutazione propria.

    Scoliosi e altri reperti

    Tensione muscolare e sensazione di rigidità possono accompagnare il mal di schiena. La scoliosi è invece una curvatura e rotazione strutturale della colonna: può essere presente con o senza dolore e non va elencata come semplice sintomo di un episodio di lombalgia.

    Mal di schiena: quando chiedere una valutazione

    Una storia di tumore, perdita di peso inspiegata, dolore persistente o in peggioramento, febbre e malessere possono richiedere una valutazione medica tempestiva. Questi segni non dimostrano da soli un tumore, ma non vanno ignorati.

    Nuova ritenzione urinaria o incontinenza, perdita del controllo intestinale, ridotta sensibilità attorno a genitali o ano, oppure debolezza importante o progressiva delle gambe richiedono subito il pronto soccorso. Chiama il 112/118 se necessario.

    Farmaci per il mal di schiena

    Non è sempre necessario identificare una precisa struttura anatomica prima di trattare il dolore. Il medico o farmacista può valutare un farmaco adatto considerando benefici, altre malattie e terapie in corso.

    Per la lombalgia non specifica, il paracetamolo da solo non è raccomandato dalle linee guida NICE. I FANS possono essere appropriati in alcuni casi, alla minima dose efficace per il periodo più breve necessario, ma hanno rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari e richiedono particolare attenzione in gravidanza. La sciatica ha indicazioni e limiti terapeutici propri. Non modificare autonomamente una terapia prescritta.

    Quando il dolore può provenire da un’altra condizione

    Un dolore al fianco o alla schiena può talvolta essere legato a reni o vie urinarie. Febbre o brividi, nausea o vomito, bruciore o difficoltà a urinare, bisogno frequente di urinare o sangue nelle urine richiedono una valutazione medica tempestiva. Un dolore molto intenso che va e viene e si sposta verso l’inguine può essere compatibile con un calcolo, ma la diagnosi non va fatta in autonomia.

    Non è dimostrato che problemi cranici, cervicali o del nervo vago riducano la funzione renale e provochino mal di schiena attraverso una catena di circolazione muscolare. Il dolore renale e il dolore muscoloscheletrico possono somigliarsi e vanno distinti clinicamente.

    Recupero dal mal di schiena

    Molti episodi migliorano con il tempo, attività adattata, esercizio e gestione appropriata del dolore. La terapia manuale può essere una componente facoltativa di un percorso che include esercizio; non «ripristina tutti i sistemi» del corpo né sostituisce l’assistenza medica quando sono presenti segnali d’allarme.

    Mal di schiena nei diversi momenti della giornata

    L’orario e le attività possono offrire informazioni utili, ma non permettono da soli di diagnosticare disco, legamenti, faccette o «disallineamenti».

    Dolore e rigidità al mattino o durante la notte

    Il dolore mattutino non dipende sempre dal sistema venoso e la circolazione non diventa inattiva durante il sonno. Posizione, qualità del sonno, carico del giorno precedente e molte condizioni dolorose possono influenzarlo.

    Un dolore iniziato prima dei 45 anni, presente da oltre tre mesi, peggiore nella seconda metà della notte o al mattino e migliorato dal movimento può far considerare una spondiloartrite, soprattutto insieme a dolore ai glutei, psoriasi, uveite, malattia infiammatoria intestinale o familiarità. Va discusso con il medico; nessun singolo segno basta per la diagnosi.

    Un dolore iniziato dopo un trauma importante o associato a febbre e forte malessere richiede una valutazione urgente. Dolore notturno persistente, perdita di peso inspiegata o una storia di tumore richiedono una valutazione medica tempestiva.

    Dolore in determinate posizioni o con lo sforzo

    Il modo in cui il dolore cambia con posizione e attività orienta l’esame, ma non prova una lesione della capsula o dei legamenti né una vertebra fuori posto. Un aumento durante la giornata può verificarsi in quadri diversi e non identifica automaticamente ernia, stenosi o spondilolistesi.

    Fattori che possono accompagnare il mal di schiena

    La maggior parte degli episodi è non specifica e può essere influenzata da carichi recenti, attività, sonno, stress, salute generale e aspettative. Questo non significa che il dolore sia immaginario o che la colonna sia necessariamente danneggiata.

    Collo, trauma cranico e schiena

    Dolore cervicale e lombare possono coesistere, ma la continuità delle meningi non dimostra che un disturbo del collo provochi meccanicamente dolore lombare. Dopo un trauma cranico, capogiri o mal di testa richiedono un parere medico. Nuova debolezza o intorpidimento, difficoltà a camminare, mantenere l’equilibrio o parlare, perdita di coscienza, vomito oppure un mal di testa intenso o in peggioramento richiedono assistenza urgente; non vanno spiegati con squilibri ormonali o ristagno venoso.

    Lavoro sedentario

    Restare a lungo nella stessa posizione può aumentare rigidità o fastidio e ridurre l’attività complessiva. Cambiare posizione, fare brevi pause e aumentare gradualmente il movimento può aiutare. Il lavoro sedentario non dimostra che il sangue ristagni nella schiena o che il tessuto connettivo causi un cedimento strutturale.

    Dolore riferito da organi interni

    Alcune malattie renali, urinarie, addominali, pelviche, vascolari o toraciche possono essere percepite anche alla schiena. Non è corretto attribuire il dolore al fegato o a uno «stile di vita scorretto» senza una diagnosi. Dolore toracico con difficoltà respiratoria o svenimento e un dolore improvviso molto intenso richiedono assistenza urgente. Febbre, malessere, sintomi urinari o dolore addominale richiedono una valutazione medica tempestiva.

    Cicatrici, bacino e arti inferiori

    Una cicatrice può essere localmente sensibile o limitare un movimento durante la guarigione, ma non costringe sempre tutto il corpo a compensare. Dolori di bacino, anca, ginocchio o piede possono modificare attività e movimento senza imporre un aumento proporzionale del movimento lombare. Ogni problema va valutato secondo i propri sintomi.

    Osteoporosi e fratture vertebrali

    L’osteoporosi aumenta il rischio di fratture da fragilità. Un nuovo dolore intenso dopo una caduta o uno sforzo minimo, soprattutto in una persona con osteoporosi o terapia prolungata con corticosteroidi, richiede una valutazione medica.

    Osteopatia e terapia manuale per il mal di schiena

    Per la lombalgia non specifica, la terapia manuale può essere presa in considerazione come componente facoltativa di un percorso che includa esercizio, informazione e, quando indicato, supporto psicologico. L’effetto atteso riguarda soprattutto dolore e funzione; nessuna tecnica è necessaria per «riallineare» la colonna.

    Non vi sono prove che trattare cuore, polmoni, fegato, intestino, rene sinistro, ghiandole surrenali o sistema immunitario curi il mal di schiena aumentando la circolazione. Anche la terapia craniosacrale non ha mostrato benefici clinicamente rilevanti per la lombalgia nelle revisioni disponibili.

    Prima di una terapia manuale occorre considerare controindicazioni e segnali d’allarme. Il trattamento non deve ritardare la valutazione di trauma, infezione, tumore, malattia infiammatoria o deficit neurologici.

    Consigli per il mal di schiena

    • Continua a muoverti: mantieni le attività quotidiane per quanto possibile e aumenta gradualmente cammino o altro esercizio che riesci a sostenere.
    • Alterna le posizioni: se lavori seduto, inserisci brevi pause e cambia posizione; non devi mantenere una postura perfetta.
    • Scegli un esercizio adatto: attività aerobica, rinforzo, mobilità o approcci mente-corpo possono essere utili. La scelta dipende da preferenze, capacità e sintomi.
    • Proteggi sonno e recupero: una routine regolare e strategie per gestire stress o preoccupazione possono sostenere il benessere e la capacità di affrontare il dolore.
    • Alimentazione: una dieta equilibrata sostiene la salute generale, ma nessun alimento «nutre» direttamente i dischi o cura il mal di schiena attraverso gli organi o la circolazione.

    Chiedi una valutazione se il dolore non migliora dopo alcune settimane o limita molto le attività. Cerca assistenza urgente se il dolore peggiora rapidamente, compare con febbre o malessere, inizia dopo un trauma importante oppure si associa a debolezza nuova o progressiva. Alterazioni di vescica o intestino o perdita di sensibilità nella zona genitale o perineale richiedono subito il pronto soccorso.

    Borsite ischioglutea e dolore da seduti

    La borsa ischioglutea si trova vicino alla tuberosità ischiatica, sotto il grande gluteo, e riduce l’attrito dei tessuti. Può irritarsi dopo pressione ripetuta o prolungata, per esempio restando seduti su una superficie dura.

    Il dolore è in genere localizzato nella parte bassa del gluteo e può aumentare da seduti o premendo sulla zona. Non deve però scomparire immediatamente appena ci si alza, e questo andamento da solo non conferma la diagnosi.

    Ridurre temporaneamente la pressione, usare un’imbottitura e adattare l’attività può aiutare. Un dolore persistente va valutato per distinguerlo, tra l’altro, da tendinopatia prossimale degli ischiocrurali e dolore riferito dalla schiena o da un nervo. Febbre, arrossamento marcato, gonfiore o peggioramento rapido richiedono una valutazione tempestiva.

    Esercizio e controllo del tronco

    Gli esercizi per tronco e stabilità sono una delle opzioni per il mal di schiena, insieme ad attività aerobica, rinforzo generale, mobilità e approcci mente-corpo. Nessun tipo è universalmente superiore: la scelta dovrebbe rispettare sintomi, capacità, preferenze e obiettivi.

    Lo scopo è recuperare gradualmente tolleranza al movimento, forza e fiducia nelle attività. L’allenamento del tronco non «mantiene in posizione» intestino e organi pelvici e non cura il dolore aumentando la circolazione degli organi.