Approfondimenti
Acidità e dolore allo stomaco
Scopri il ruolo dell’acido gastrico, le possibili cause dei disturbi e quando chiedere una valutazione.
Che cos’è l’acido gastrico?
L’acido gastrico può essere descritto come un «liquido digestivo» prodotto nello stomaco. È costituito principalmente da acido cloridrico (HCL). Ha un pH di 2-3, un valore molto basso corrispondente a un acido forte.
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Qual è la funzione dell’acido gastrico?
Le cellule parietali dello stomaco producono acido cloridrico. L’ambiente acido contribuisce a modificare le proteine degli alimenti e permette alla pepsina, un enzima digestivo, di agire. La digestione prosegue poi nell’intestino tenue, con altri enzimi.
L’acidità è anche una barriera contro molti microrganismi ingeriti, ma non rende sterile lo stomaco e non impedisce tutte le infezioni. La mucosa dispone di sistemi protettivi che limitano il contatto dell’acido con i tessuti.
Bruciore, gonfiore o digestione difficile non misurano la quantità di acido prodotto. Possono comparire in condizioni diverse, anche quando la secrezione acida non è eccessiva.
Acidità, stress e dolore alla schiena
La secrezione gastrica è regolata da segnali nervosi e ormonali, fra cui gastrina e istamina. Lo stress può modificare la percezione dei sintomi e le abitudini alimentari, ma non segue una regola per cui produca sempre molto acido all’inizio e troppo poco in seguito.
Un dolore addominale può talvolta essere percepito anche in altre zone. Tuttavia, dolore tra le scapole, al torace o alla schiena non permette di diagnosticare reflusso o problemi dello stomaco: le possibili cause sono numerose.
Un dolore toracico nuovo, intenso o persistente, soprattutto con affanno, sudorazione, nausea, svenimento o dolore che si estende a braccio, mandibola o schiena, richiede il 112 o il 118. Non provare a distinguere a casa un problema cardiaco dal reflusso aspettando l’effetto di un antiacido.
Quali sintomi possono comparire?
Il reflusso può provocare bruciore dietro lo sterno e rigurgito, cioè risalita del contenuto gastrico verso la bocca. La dispepsia può manifestarsi con fastidio nella parte alta dell’addome, sazietà precoce, pienezza dopo i pasti o nausea. Questi quadri possono sovrapporsi, ma non indicano automaticamente ipercloridria, cioè secrezione acida aumentata.
Se i disturbi sono frequenti, persistono o interferiscono con l’alimentazione, parlane con il medico. Difficoltà o dolore nel deglutire, vomito ricorrente, anemia e dimagrimento involontario richiedono attenzione specifica.
Vomito con sangue o simile a fondi di caffè, feci nere e catramose, svenimento o dolore addominale improvviso e intenso richiedono assistenza urgente. Un dolore toracico sospetto va trattato come un possibile problema cardiaco.
Raucedine, tosse e nausea
Il reflusso può essere associato a tosse o irritazione della gola, ma questi sintomi hanno molte altre cause. La raucedine, da sola, non dimostra che l’acido abbia raggiunto la laringe o che un nervo sia irritato.
Una voce alterata che persiste, difficoltà a deglutire, dolore o altri sintomi nuovi meritano una valutazione. Non iniziare un trattamento prolungato per il reflusso soltanto sulla base della raucedine.
Anche nausea e vomito sono poco specifici. Non vanno spiegati automaticamente con una risposta vasovagale provocata dall’acido. La frequenza degli episodi, i farmaci, la relazione con i pasti e gli altri sintomi aiutano il medico a scegliere gli accertamenti utili.
Abitudini che possono aiutare
Prova a individuare ciò che peggiora realmente i tuoi sintomi, senza eliminare intere categorie di alimenti. Pasti molto abbondanti, alcol, caffè, cioccolato o cibi grassi e piccanti possono essere un problema per alcune persone, ma non per tutte.
- Mangia con calma e scegli porzioni confortevoli.
- Evita di coricarti subito dopo un pasto; se il reflusso è notturno, può essere utile lasciare alcune ore fra cena e sonno.
- Se necessario, valuta con un professionista un percorso sostenibile per il peso.
- Smettere di fumare può essere utile anche per la salute digestiva.
- Per sintomi notturni, chiedi come sollevare correttamente la testata del letto o il tronco: accumulare cuscini sotto la testa può non aiutare.
Non è necessario sostituire i pasti con succhi o frullati durante i periodi impegnativi. Strategie di rilassamento possono aiutare a gestire il disagio, ma non sostituiscono gli accertamenti quando indicati.
Come vengono trattati i disturbi?
La scelta dipende dalla causa e dalla frequenza dei sintomi. Antiacidi e alginati possono offrire sollievo a breve termine: i primi neutralizzano parte dell’acido, mentre gli alginati formano una barriera che limita la risalita del contenuto gastrico.
In alcune situazioni il medico può prescrivere farmaci che riducono la secrezione acida, come gli inibitori di pompa protonica o gli antagonisti dei recettori H2. Possono avere un ruolo nel reflusso e in altre condizioni, non soltanto nelle ulcere. Dose, durata e controllo della risposta dipendono dal caso.
Il farmacista può chiarire modalità d’uso, interazioni e limiti dei prodotti senza ricetta. Se i sintomi ritornano spesso, non continuare indefinitamente ad automedicarti. Non sospendere una terapia prescritta perché temi di avere poco acido: discutine benefici e rischi con il curante.
Che cos’è l’ipocloridria?
L’ipocloridria è una ridotta secrezione di acido gastrico. Può essere associata, per esempio, a particolari condizioni della mucosa dello stomaco o all’effetto di farmaci che riducono l’acidità. La valutazione dipende dalla storia clinica e dagli eventuali problemi nutrizionali o digestivi.
Gonfiore, nausea o diarrea non permettono di diagnosticarla a casa. Non è corretto affermare che i farmaci antiacidi provochino abitualmente malattia di Crohn o colite ulcerosa, né che la diarrea sia l’unico modo dell’intestino di eliminare batteri.
Se compaiono sintomi persistenti, il medico valuta possibili cause ed esami mirati. Non assumere prodotti per aumentare l’acidità e non modificare medicinali prescritti senza una ragione clinica: anche una riduzione della secrezione può essere l’effetto terapeutico desiderato.
Reflusso e malattia da reflusso
Il reflusso è la risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago e può verificarsi occasionalmente. Si parla di malattia da reflusso gastroesofageo quando determina sintomi problematici o complicanze.
La barriera fra stomaco ed esofago comprende lo sfintere esofageo inferiore e il diaframma. Il suo funzionamento e altri fattori possono favorire il reflusso anche senza una produzione eccessiva di acido. I sintomi non stabiliscono da soli quale meccanismo prevalga nella singola persona.
Valutazione e limiti dei trattamenti manuali
Un percorso utile parte da caratteristiche dei sintomi, farmaci assunti, alimentazione e segnali d’allarme. Quando necessario, il medico può proporre esami per chiarire la causa e distinguere reflusso, ulcera o altri disturbi.
Non ci sono prove affidabili che manipolare stomaco, diaframma, cranio o nervi corregga la secrezione acida, ripristini la funzione degli sfinteri o migliori la produzione di fattore intrinseco e l’assorbimento della vitamina B12. Anche le promesse di riequilibrare surreni, cuore o circolazione attraverso queste tecniche non costituiscono una cura dimostrata.
Un eventuale dolore muscoloscheletrico può essere valutato per le sue caratteristiche, mantenendo il percorso digestivo e le terapie mediche necessarie. Il benessere generale non dimostra la guarigione di una malattia gastrointestinale.
Approfondimenti in inglese: NHS: reflusso e bruciore, dispepsia e ulcera peptica.