Approfondimenti sui disturbi legati a

Calcoli renali

Approfondisci i calcoli renali e le possibilità di trattamento.

Che cosa sono i calcoli renali?

I calcoli renali, indicati anche con il termine urolitiasi, sono formazioni solide che si sviluppano più spesso nei reni e possono poi bloccarsi nella cavità renale o nell’uretere, ostacolando completamente o parzialmente il flusso dell’urina. La cosiddetta renella indica semplicemente calcoli di piccole dimensioni. L’urina contiene naturalmente sali e minerali, ma quando diventa sovrasatura di sostanze come calcio, acido ossalico e fosfato, queste possono cristallizzarsi e formare calcoli.  

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    Tipi di calcoli renali

    • Calcoli di ossalato di calcio: si formano quando nell’urina sono presenti quantità eccessive di calcio e ossalato.
    • Calcoli di fosfato di calcio: sono composti da calcio e fosfato e si formano quando l’ambiente urinario diventa troppo basico o alcalino.
    • Calcoli di acido urico: si formano quando l’urina contiene una quantità eccessiva di acido urico.
    • Calcoli di struvite: possono formarsi a seguito di un’infezione delle vie urinarie. Sono spesso costituiti da una combinazione di magnesio, ammonio e fosfato.
    • Calcoli di cistina: si formano in presenza di una malattia genetica chiamata cistinuria, in cui l’organismo elimina una quantità eccessiva di cistina.

    Fonte: minmedicin.dk

    Perché si formano i calcoli renali?

    I calcoli si formano quando alcune sostanze nell’urina raggiungono concentrazioni che favoriscono la cristallizzazione. Il rischio dipende dal tipo di calcolo, dalla quantità di urina, dall’alimentazione, da farmaci, infezioni, malattie metaboliche e caratteristiche anatomiche o ereditarie.

    Liquidi

    Produrre più urina riduce il rischio per molte persone, ma l’obiettivo va adattato al caso. Chi ha insufficienza cardiaca, malattia renale o un’altra limitazione ai liquidi deve seguire l’indicazione del curante. Il colore dell’urina può dare un’indicazione approssimativa dell’idratazione, ma non diagnostica né esclude i calcoli.

    Alimentazione e metabolismo

    Le indicazioni dipendono dall’analisi del calcolo e dagli esami. Per molti calcoli di calcio si consiglia di mantenere un normale apporto alimentare di calcio, ridurre il sodio e moderare le proteine animali secondo il profilo individuale. Non si devono eliminare indiscriminatamente tutti gli alimenti con ossalato. Nei calcoli di acido urico conta soprattutto un’urina persistentemente acida, legata a diversi fattori metabolici; non è semplicemente il pH del cibo a determinare il pH urinario.

    Infezioni e condizioni ereditarie

    Alcuni batteri che producono ureasi possono favorire calcoli di struvite. La cistinuria è invece un difetto ereditario del trasporto renale di determinati aminoacidi, non una generica carenza enzimatica. Anomalie delle vie urinarie possono favorire ristagno o ostruzione e richiedono una valutazione urologica.

    Sintomi dei calcoli renali

    I calcoli renali possono non provocare sintomi, soprattutto quando sono piccoli o si tratta di renella. Possono però causare coliche renali, tipicamente caratterizzate da dolore improvviso, spesso intenso e intermittente.

    Il dolore si localizza più spesso sul fianco o nella schiena, appena sotto le ultime costole. Può irradiarsi all’inguine e ai genitali ed è frequentemente accompagnato da nausea e vomito.

    Può essere tanto intenso da indurre a camminare continuamente durante la colica, oppure meno forte e simile a un fastidio sordo nella zona del rene, senza irradiazione.

    In alcuni casi è visibile sangue nell’urina, ma più spesso la quantità è microscopica e viene rilevata soltanto con una striscia reattiva. Il sangue deriva da piccole lesioni della mucosa provocate dai calcoli. Alcune persone avvertono inoltre bruciore durante la minzione e uno stimolo continuo a urinare: questi sintomi richiedono anche accertamenti per un’eventuale infezione delle vie urinarie.

    In presenza di dolore intenso e intermittente al fianco o alla schiena, spesso con nausea e vomito, oppure di febbre associata al sospetto di infezione urinaria, è necessario contattare immediatamente il medico o un servizio medico d’urgenza. La funzione renale può essere a rischio e aumenta la possibilità di sviluppare sepsi.

    Fonte: patienthåndbogen.dk

    Diagnosi dei calcoli renali

    La valutazione comprende sempre la storia clinica e i sintomi, che spesso orientano verso il sospetto diagnostico. Chi ha già avuto calcoli presenta un rischio elevato di formarne altri. L’esame obiettivo può inoltre rilevare dolore alla pressione nella zona renale e sul fianco.

    L’urina può essere analizzata con una striscia reattiva, che spesso rileva sangue e può mostrare segni di infezione. Gli esami del sangue possono evidenziare un’infezione e fornire indicazioni sull’eventuale compromissione della funzione renale.

    L’ecografia renale rileva i calcoli soltanto in alcuni casi, ma è utile per capire se il deflusso dell’urina dal rene è ostacolato, poiché in questa situazione le vie urinarie e il rene possono risultare dilatati. Nei bambini e nelle donne in gravidanza con sospetti calcoli, l’ecografia viene inoltre utilizzata sempre come primo esame.

    In caso di sospetta calcolosi, la TC è tuttavia l’esame più accurato per individuare i calcoli e determinarne numero, dimensioni e posizione. Può inoltre mostrare le condizioni dei reni e delle vie urinarie, eventualmente alterate dai calcoli, oppure identificare un’altra malattia.

    Fonte: patienthåndbogen.dk

    Trattamento dei calcoli renali

    Il trattamento dipende da dimensioni e posizione del calcolo, intensità dei sintomi, funzione renale e presenza di infezione. Gli antinfiammatori non steroidei possono essere usati come analgesici quando sono adatti alla persona; non «spingono» il calcolo fuori e possono essere controindicati in alcune condizioni.

    Molti calcoli piccoli passano spontaneamente, ma la probabilità e il tempo di espulsione variano. Il medico può prescrivere antidolorifici e, in casi selezionati, un farmaco per facilitare il passaggio. Controlli e imaging servono a verificare che il calcolo sia passato e che il rene non resti ostruito.

    Febbre o brividi con un possibile calcolo e ostruzione sono un’emergenza. Anche dolore non controllabile, vomito persistente, disidratazione o riduzione marcata dell’urina richiedono assistenza urgente. Un’ostruzione infetta può richiedere antibiotici e drenaggio immediato con uno stent ureterale o una nefrostomia, scelti dall’urologo.

    I calcoli che non passano o che causano complicanze possono essere trattati con onde d’urto, ureteroscopia o altre procedure. Non esiste una scadenza fissa di quattro od otto settimane valida per tutti.

    Prevenzione delle recidive

    Dopo un calcolo, l’analisi del materiale espulso e, quando indicato, esami del sangue e delle urine aiutano a scegliere una prevenzione mirata. Calcoli di calcio, acido urico, struvite e cistina non richiedono tutti la stessa dieta o gli stessi farmaci.

    • Bere in modo da produrre una quantità adeguata di urina può ridurre le recidive, ma l’obiettivo va concordato se vi sono limiti cardiaci o renali.
    • In genere si mantiene un normale apporto di calcio attraverso gli alimenti e si limita il sale. Ridurre troppo il calcio alimentare può aumentare il rischio di alcuni calcoli.
    • Proteine animali, purine e ossalato si modulano in base al tipo di calcolo e ai risultati degli esami. Non è indicato vietare automaticamente legumi, verdure o tutti gli alimenti contenenti ossalato.
    • Peso, attività fisica e controllo di diabete o altre condizioni contribuiscono alla salute generale, ma non sostituiscono la prevenzione specifica.

    In alcune persone sono indicati farmaci preventivi. La scelta spetta al medico sulla base del profilo metabolico e delle recidive.

    Complicanze dei calcoli renali

    I calcoli complicati, per esempio associati a febbre, infezione e/o dilatazione della pelvi renale, detta idronefrosi, possono causare sepsi e/o perdita della funzione renale se non vengono trattati. La grande maggioranza dei calcoli viene tuttavia espulsa spontaneamente e la calcolosi è raramente causa di insufficienza renale cronica.

    Oltre alle complicanze mediche gravi appena descritte, i calcoli frequenti e ricorrenti possono compromettere notevolmente la qualità di vita. Possono generare timore di partecipare a eventi sociali, viaggiare e svolgere altre attività, perché il dolore può comparire improvvisamente ed essere molto intenso. Per questo è importante concentrarsi sui fattori preventivi che riducono il rischio di recidiva.

    Quanto sono comuni i calcoli renali?

    I calcoli renali sono comuni e possono comparire anche più volte nella stessa persona. Frequenza e probabilità di recidiva variano molto secondo popolazione, età, sesso, tipo di calcolo, condizioni mediche, clima e durata dell’osservazione.

    Le percentuali ricavate da registri danesi o da altri Paesi non devono essere presentate come statistiche italiane. Per il singolo paziente è più utile valutare composizione del calcolo e fattori di rischio personali che applicare una percentuale generale.

    A chi rivolgersi?

    Un sospetto calcolo renale richiede una valutazione medica, che può comprendere esami delle urine e del sangue e imaging. L’osteopata non può diagnosticare un’ostruzione, dissolvere un calcolo o facilitarne l’espulsione con tecniche manuali.

    Febbre o brividi, dolore molto intenso o non controllabile, vomito persistente, incapacità o forte riduzione della minzione richiedono assistenza urgente. Occorre contattare rapidamente un medico anche in gravidanza, con un solo rene funzionante o in presenza di malattia renale nota.

    Un professionista del movimento può eventualmente aiutare un distinto disturbo muscoloscheletrico dopo che le cause urinarie urgenti sono state escluse. Le indicazioni su liquidi, dieta, farmaci e controlli devono seguire il percorso medico e il tipo di calcolo.