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Stitichezza e svuotamento intestinale incompleto

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Che cos’è la stitichezza con svuotamento incompleto?

Si parla di stitichezza quando le evacuazioni sono poco frequenti e/o le feci sono dure e difficili da espellere. In alcune forme si può andare in bagno ogni giorno senza svuotare completamente l’intestino. Questo può provocare gonfiore, dolore addominale, stanchezza, fastidio, flatulenza e un falso stimolo a evacuare. Molte persone avvertono questi sintomi senza riconoscere la presenza di stitichezza.

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    Stitichezza e sensazione di svuotamento incompleto

    La stitichezza può presentarsi con meno di tre evacuazioni alla settimana o con una frequenza inferiore al proprio ritmo abituale. Altri segni sono feci dure, secche o grumose, sforzo o dolore durante l’evacuazione e la sensazione che non tutte le feci siano state espulse.

    Possono comparire anche dolore addominale, gonfiore o nausea. La sola stanchezza o il mal di testa non identificano una stitichezza, perché sono sintomi aspecifici. Anche un transito intestinale lento non può essere riconosciuto dalla sola percezione dei sintomi: quando è clinicamente rilevante, viene valutato dal medico con la storia clinica e, se necessario, esami mirati.

    Possibili cause

    La stitichezza può avere più cause. Tra quelle comuni vi sono un apporto insufficiente di fibre o liquidi, poca attività fisica, il rinvio dello stimolo, cambiamenti della dieta o della routine, gravidanza e alcuni farmaci, compresi gli oppioidi. In altri casi possono contribuire una malattia o una difficoltà di coordinazione dei muscoli del pavimento pelvico. Se il problema è nuovo, persistente o ricorrente, il medico può valutarne la causa e rivedere i farmaci; una terapia prescritta non va sospesa autonomamente.

    Alimentazione e liquidi

    Non esiste un elenco di alimenti che rallentano l’intestino nello stesso modo per tutti. Le cipolle, per esempio, possono aumentare gas e gonfiore in alcune persone, ma questo non dimostra da solo un transito lento. In genere è utile aumentare le fibre gradualmente e bere una quantità di liquidi adeguata alle proprie necessità. Il tipo e la quantità di fibre possono essere adattati se provocano più dolore o gonfiore.

    Chi deve limitare i liquidi per una malattia cardiaca o renale deve seguire le indicazioni del proprio medico o dietista, senza aumentare automaticamente l’assunzione.

    Stress e sintomi intestinali

    Stress, ansia e depressione possono associarsi alla stitichezza e modificare appetito, routine, attività e percezione dei sintomi. Il rapporto tra cervello e intestino è bidirezionale e varia da persona a persona. Non è corretto concludere che lo stress causi necessariamente una stitichezza ritardata perché sottrae sangue all’intestino, né usare questo meccanismo come diagnosi.

    Mal di schiena e segnali urgenti

    Mal di schiena e stitichezza possono coesistere, ma la pressione intestinale non dimostra una lesione della colonna o delle articolazioni sacroiliache. Il dolore può dipendere dallo sforzo, dal fastidio addominale o da un problema separato e va valutato nel suo contesto.

    Un nuovo dolore lombare accompagnato da difficoltà o impossibilità a urinare, perdita di controllo di vescica o intestino, ridotta sensibilità nell’area della sella oppure debolezza alle gambe richiede assistenza immediata: chiamare il 112 o il 118.

    Sintomi durante la notte

    Dolore, stimolo a evacuare o altri sintomi intestinali che svegliano ripetutamente durante la notte non devono essere considerati automaticamente normali o attribuiti allo stress. Se persistono, è opportuno parlarne con il medico.

    Quando rivolgersi a un medico

    Meno di tre evacuazioni alla settimana può rientrare nella definizione di stitichezza, ma la frequenza da sola non basta: contano anche consistenza delle feci, sforzo, dolore e sensazione di svuotamento incompleto.

    È opportuno consultare il medico se la stitichezza non migliora, ricorre spesso o si accompagna a sangue nelle feci, perdita di peso non intenzionale, stanchezza persistente o anemia, dolore addominale, oppure a un cambiamento improvviso e duraturo dell’alvo.

    Dolore addominale intenso o continuo con addome molto gonfio, vomito e impossibilità a espellere feci o gas può indicare un’ostruzione: rivolgersi subito al pronto soccorso o chiamare il 112 o il 118.

    Che cosa può aiutare

    • Aumentare le fibre gradualmente: frutta, verdura, legumi, cereali integrali e altri alimenti ricchi di fibre possono rendere le feci più facili da espellere. Un aumento brusco può accentuare gonfiore o gas.
    • Bere in modo adeguato: i liquidi aiutano le fibre a funzionare. Chi segue una restrizione per problemi cardiaci o renali deve concordare la quantità con il medico.
    • Muoversi secondo le proprie possibilità: l’attività regolare può favorire la regolarità intestinale.
    • Dedicare tempo al bagno: provare a mantenere un momento regolare, senza fretta, e non ignorare lo stimolo. Appoggiare i piedi su uno sgabello basso, con le ginocchia sopra il livello delle anche, può facilitare la posizione.

    Lo psillio è una fibra formante massa e deve essere assunto con liquido sufficiente e secondo le istruzioni del prodotto. Prima di usarlo è bene chiedere al medico o al farmacista se vi sono difficoltà a deglutire, dolore con nausea o vomito, un possibile blocco intestinale, restrizioni dei liquidi o altri farmaci; può modificarne l’assorbimento e deve essere distanziato come indicato. Non va aggiunto in presenza di una possibile ostruzione.

    Non vi sono basi per attribuire l’effetto di queste misure a un aumento dell’acido gastrico, a una «pompa» del diaframma o alla necessità universale di fare pasti frequenti.

    Valutazione e trattamento

    Se le misure di base non bastano, il medico o il farmacista può consigliare un lassativo adatto. La scelta dipende dai sintomi, dai farmaci assunti e dalle eventuali malattie; un dietista può aiutare a regolare fibre e liquidi senza restrizioni inutili.

    Quando gli esami confermano un disturbo della defecazione dovuto alla mancata coordinazione dei muscoli del pavimento pelvico, può essere indicato un percorso specifico di riabilitazione con biofeedback. Non è un trattamento generico per ogni forma di stitichezza.

    Non vi sono prove sufficienti per presentare la manipolazione del nervo vago o degli organi addominali come cura della stitichezza. Un trattamento manuale non deve ritardare la valutazione della causa, l’uso appropriato dei farmaci o la gestione dei segnali di allarme.